6 marzo 2010

Cinque milioni di danni all'Enel

Brindisi – La prescrizione ha azzerato il processo: per le quattro persone che restano imputate per reati ambientali, dirigenti dell’Enel che non avrebbero provveduto ad adottare misure idonee a coprire il carbonile, il dibattimento è ricominciato ieri mattina. Tutto da rifare. A iniziare dalle richieste di costituzione di parte civile e di risarcimento dei danni: gli unici ad essere ammessi sono stati il Comune di Brindisi e il ministero dell’Ambiente che hanno presentato il loro salatissimo conto per i danni procurati dalla dispersione delle polveri di carbone sul suolo e per le infiltrazioni nel sottosuolo.  Il Comune, assistito dall’avvocato Daniela Faggiano, ha ribadito la propria richiesta: cinque milioni di euro di provvisionale come “base” per la sospensione condizionale della pena (in caso di condanna).
Il ministero dell’Ambiente, rappresentato dall’Avvocatura di Stato si è limitato a chiedere la bonifica dei luoghi o, in alternativa, il ristoro dei danni per il ripristino dello stato originario: 300 euro per ogni metro cubo. Non ha presentato istanza di costituzione di parte civile Mariano Antelmi, titolare della concessionaria Volkswagen e non è stato ammesso Riccardo Attore della ditta “Attore autotrasporti”. Si tratta di coloro che si sono rivolti per primi alla procura: le loro rivendicazioni erano riferibili alle altre cinquantatrè persone coinvolte nel processo che sono ora fuori, senza alcuna conseguenza, salvati dal trascorrere del tempo. Se la vedranno in sede civile, loro che lamentarono per primi le conseguenze provocate dalla dispersione del carbone “in quantità non meglio definite”.

Nessun commento:

Posta un commento