9 novembre 2017

BRINDISI: LA (IL) CAPITALE INDUSTRIALE … DEL NORD.

BRINDISI: LA  IL CAPITALE INDUSTRIALE … DEL NORD.

di Diana Miraglia

Spesso capita di leggere sulla stampa, soprattutto locale, di Brindisi e della sua “indiscussa vocazione industriale; di una sua, quindi, naturale predisposizione ad un’attività industriale.
Ma, “naturale predisposizione” di cosa? Del territorio o della popolazione? Ma non eravamo un popolo di agricoltori e pescatori? La nostra non era una delle terre più fertili ed uno dei mari più ricchi? Come mai dopo 30 di industrializzazione continuiamo a primeggiare nelle classifiche delle città più povere?


Si ha la sensazione che più che parlare di “naturale vocazione industriale” si debba parlare di naturale vocazione all’insediamento del mega comparto industriale. Le caratteristiche le abbiamo tutte: assenza di una classe politica e dirigente forte; elevati tassi di disoccupazione; assenza di una popolazione attiva e critica capace di far valere i propri diritti; posizione strategica per il trasporto navale; ampi terreni situati vicino al mare di proprietà di piccoli contadini facilmente “schiacciabili”.


Cosa abbiamo avuto da questi insediamenti industriali? 

29 ottobre 2017

MANIFESTAZIONE A CERANO, L'UNIONE DI UN TERRITORIO CONTRO LA LOGICA DEI MEGA IMPIANTI



Contrada Cerano 28 ottobre 2017.
In tanti hanno partecipato alla manifestazione per sostenere la battaglia per la chiusura della centrale della morte. Perché, sebbene si parli di una uscita dal carbone entro il 2030 è necessario che istituzioni e politica inizino a lavorare già da oggi e non delegare a chi verrà dopo di loro. Avere una visione almeno a 30 anni e non a dopodomani, questo deve avere la politica che si propone di governare questo territorio.
In qualsiasi altra parte del mondo un impianto come quello Enel di Cerano, responsabile di un disastro sanitario e ambientale che è sotto agli occhi di tutti e certificato da numerose evidenze scientifiche, sarebbe stato chiuso senza se e senza ma. Perché al primo posto ci devono essere il diritto alla vita e alla salute e poi solo dopo quello del lavoro e della produzione, non il contrario! 


Tante associazioni ma anche gli agricoltori con i loro trattori, che hanno portato la loro diretta testimonianza dei danni subiti dalla costruzione della centrale ad oggi, abitanti di una terra fertile che non hanno più fonti di sostentamento. Cittadini di Brindisi anche loro, ma totalmente dimenticati e lasciati al proprio destino. Cittadini brindisini che hanno visto morire il loro lavoro e il loro futuro nel silenzio totale di tutti i sindaci e i rappresentanti politici che si sono avvicendati in questi 30 anni.


Ma il sostegno alla manifestazione va oltre il problema locale, i tanti cittadini presenti hanno vissuto la giornata come occasione di confronto con tanti interventi per dire basta a decisioni calate dall’alto, insieme nell’unico intento di salvaguardare i territori e difendersi dai continui soprusi che li danneggiano.
Una protesta simbolica quindi che va oltre la richiesta di chiusura di un impianto altamente inquinante, una protesta forte ed estesa di un ampio territorio che punta l’indice verso un modello di sviluppo imposto e fallimentare, un modello che si basa sulle grandi opere, sui mega impianti che hanno portato solo gravi crisi dal punto di vista sanitario, calpestando le economie tipiche del nostro territorio e anche la sua dignità.
Insieme per mostrare l’altra faccia della Puglia, quella che diventa preda di interessi economici che generano profitto solo per pochi, che non rispetta l’autodeterminazione delle comunità locali e viola ogni principio di democrazia.
Da questa unione oggi possiamo ripartire.

Hanno aderito:
Associazione Renata Fonte Lecce, Associazione L’ambiente che vogliamo di San Pancrazio, CSV Salento, ISDE Massafra, ISDE Taranto, ISDE Lecce, ISDE Salento, Forum Terzo Settore Lecce, SOS Costa Salento, Partecipazione e cambiamento Taranto, Mesagne Bene Comune, Cobas, Andare Oltre San Pietro Vernotico, Andare Oltre Salento, Associazione Albero della Vita San Pietro Vernotico, Associazione Malachianta Salento, Coordinamento Popolo degli ulivi, Associazione Salute Pubblica, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Associazione Vite inquinate, Peacelink, Associazione No COLACEM, Unione degli Studenti Brindisi, Associazione Genitori Tarantini, Associazione Tutta la mia città Taranto, Meetup Brindisi 5 Stelle, Meetup Leverano 5 Stelle, Meetup Cittadini in movimento Cellino, Movimento No Tap, movimento No Tav, Comitato No Tap provinciale Brindisi.

24 ottobre 2017

PERCHE' PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 28 OTTOBRE A CERANO.



Quello che sembra caratterizzare Brindisi, ma non solo, è la disarmante lentezza nelle reazioni da parte dei cittadini e istituzioni, ma soprattutto della politica, a seguito di fatti accertati che danneggiano le popolazioni.
Sono rimaste inascoltate negli anni le denunce delle associazioni, ignorati gli esposti presentati alla magistratura, disperse le indagini per illegalità di tutti i tipi, ignorate le normative intervenute nel tempo a tutela dell’ambiente e della salute e minimizzati i reati con le poche sentenze emesse. Così come sono rimasti finora sulla carta gli studi scientifici dei ricercatori pubblicati negli anni e poco scalpore sembra aver generato l’ultima indagine epidemiologica conclusa dal Centro Salute e Ambiente regionale. Oppure, molti proclami e nessuna azione concreta, almeno per quanto riguarda una centrale a carbone come quella di Cerano.
  “Sono numerose le evidenze scientifiche circa un impatto negativo sulla salute delle popolazioni vicine ad impianti energetici ed in particolare a quelli che hanno come combustibile il carbone” dichiarava l’Ordine dei Medici della provincia di Brindisi in una lettera aperta del 2014. E ancora: “Se la prova del nesso causale esposizioni ambientali/patologie, sotto il profilo della rilevanza penale, è materia che riguarda la magistratura, il processo penale e i suoi attori, il fondamentale principio di prevenzione impone invece a tutta la comunità brindisina, a partire dai protagonisti della scena politico-istituzionale, di adottare e valorizzare politiche di tutela dell’ambiente e della salute pubblica di questa città, incentrate su un cospicuo abbattimento di tutte le sostanze “sospettate” di incidere negativamente sulla salute delle persone”.
  Noi oggi aggiungiamo: CHIUDERE, o meglio accelerare la chiusura perché, in verità, la chiusura della centrale di Cerano è già prevista entro il 2030. Ma per noi è troppo tardi. L’ultimo scandalo delle ceneri contaminate è stato davvero troppo. A nostro parere è necessario avviare una politica energetica di Brindisi, che coinvolga anche le Istituzioni regionali e nazionali, atta ad avviare un processo di chiusura di questo impianto - perché non crediamo assolutamente alla favola della riconversione a gas - e avviare in fretta le bonifiche con un valido progetto per il recupero e la rivalorizzazione del territorio.
Per questo vi invitiamo a partecipare alla manifestazione che abbiamo indetto per il 28 ottobre prossimo a partire dalle ore 15.00, nei pressi della centrale di Cerano, chiedendo un vostro contributo attivo. La presenza di singoli cittadini, associazioni ed istituzioni sarebbe un bel segnale per ripartire. 



23 ottobre 2017

OPERAi - video intervista agli operai della centrale ENEL di Cerano

"OPERAi" raccoglie due interviste fatte a lavoratori della centrale a carbone Enel di Cerano. Due testimonianze che denunciano le gravi condizioni di lavoro che ogni giorno gli operai sono costretti a subire all'interno della centrale e che mettono in luce il dramma del lavoro precario nei carbonili e in un nastro trasportatore lungo più di 12 chilometri. Racconti che abbiamo voluto ascoltare e ci fanno percepire come parole vuote quelle contenute nei migliori testi normativi sulla sicurezza del lavoro. Un dramma di cui nessuno parla. Non ne parla neanche la maggioranza dei lavoratori, che vivono costantemente sotto ricatto. Una centrale che fattura milioni di euro operando prima di tutto in nome del profitto. Il resto non conta.


11 ottobre 2017

ASPETTANDO IL 28 OTTOBRE. LE INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE.

Un grazie immenso va agli artisti che stanno mettendo a disposizione la loro arte senza alcun compenso, perchè manifestare per chiedere la chiusura della mega centrale a carbone di Enel, la bonifica e la riqualificazione di contrada Cerano, rappresentano una battaglia unitaria di tutto un territorio e un dovere nei confronti dei nostri figli e di chi verrà dopo di noi. 

Ecco la lista delle iniziative a sostegno della manifestazione del 28 ottobre a Cerano.

LUNEDI' 16 OTTOBRE si inizia con il concerto live del cantautore AMERIGO VERARDI, cantautore, musicista e produttore discografico. Fondatore nei primi anni '80 degli ALLISON RUN, con i quali diventa l'alfiere della neopsichedelia italiana e dell'intero movimento underground italiano in ambito rock. Nel '93 il suo debutto da solista, Morgan, viene selezionato tra i migliori album di debutto dell'anno dalla redazione de Il Mucchio Selvaggio. Due anni dopo fonda i LULA,  abbandona la scrittura dei testi in lingua inglese e stringe collaborazioni con importanti esponenti del rock indipendente italiano. 
Nel 2009 pubblica Bootleg! - Oliando la macchina Tour 2009, che gli vale il premio come miglior autoproduzione dell'anno. Dal 2012 è ideatore, fondatore e direttore artistico del festival/happening musicale YEAHJASI! 
Nel dicembre 2016 pubblica il doppio cd Hippie Dixit, album dell'anno per molte riviste specializzate. 

VENERDI' 20 OTTOBRE  sarà il turno di MARCO MAFFEI, un autore  "troppo indie per il pop e troppo pop per l'indie". Chitarrista, cantante ed autore delle canzoni che nascono nella sua camera/studio nell'estrema periferia della città di Brindisi, a due passi dall'aereoporto. Brani che sono un mix di ispirazione anglosassone e poesia cantautorale  italiana, condita dalle spinte rock d'oltreoceano.

SABATO 21 OTTOBRE toccherà ad ANDREA MARTINA a portare in scena il suo spettacolo IL GIGANTE: la storia di tre amici che vivono la costruzione della Centrale Termoelettrica a Cerano sulla loro pelle. Un racconto sulla Brindisi di fine anni '70, in cui si intrecciano dati, nomi, storie di affari, accordi, arroganza e spegiudicatezza. Un racconto che prova ad accendere una luce su un dramma che molti vogliono ancora oggi far restare nell'ombra.

DOMENICA 29 OTTOBRE sarà la volta di VINCENZO MAGGIORE, cantautore brindisino. Nel 2007 pubblica l’ep “Nessuno è perfetto” e l'anno seguente partecipa a “Sanremo Rock”. Accompagna nelle vesti di musicista/corista la cantante Lighea nei tour 2010 e 2011. Con il progetto musicale “Triade Maggiore – tributo al cantautorato italiano” prende parte a diverse rassegne di teatro-canzone. Accompagna lo scrittore e docente Mimmo Tardio in numerosi reading letterari, e nelle vesti di musicista/corista accompagna il cantautore brindisino Max Scarano. Nel 2013 conclude positivamente il progetto di crowdfunding “3000 ragioni per una Maggiore soddisfazione” grazie al quale realizza il suo primo disco.  Tra maggio e agosto 2014 apre i concerti di Zibba & Almalibre, Samuele Bersani, i Nomadi. Nel 2015 pubblica il disco “Via di fuga” e due videoclip “Un bacio sul treno” e “In segno di protesta” (con il quale partecipa alle selezioni del concorso nazionale “Musica contro le mafie”) e inizia una singolare collaborazione con il rapper californiano Ben Barbic che culmina nella stesura del brano “Paradiso intorno”.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero ed avranno inizio dalle ore 19 presso la sede No al carbone di via Antonio Cuggiò, 1 - Brindisi.

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6 ottobre 2017

28 0TT0BRE - MANIFESTAZIONE A CERANO - IL CORAGGIO DI VOLTARE PAGINA!

La mega centrale a carbone di Cerano rappresenta oggi l'esempio lampante del completo fallimento di un modello industriale obsoleto e imposto dal governo centrale contro il volere delle popolazioni.
Ci è stata attribuita una vocazione industriale inesistente con la promessa di uno sviluppo mai arrivato e di un benessere fittizio.
Quello che è arrivato invece è un aumento di morti e malattie, come dimostrano i molti studi medico scientifici realizzati negli anni e l'indagine epidemiologica Forastiere pubblicata solo lo scorso Luglio. Sono arrivati il business malato e costruito sulla violazione delle regole, le prescrizioni normative di ambientalizzazione disattese o spacciate per investimenti in fantomatiche "migliori tecnologie disponibili" (mentre i filtri e le coperture ai carbonili venivano realizzati con più di vent'anni di ritardo).
Sono arrivati l'uso sistematico delle armi del ricatto occupazionale, del lavoro precario, del sistema delle tangenti per l'affidamento di lavori sempre con appalti al massimo ribasso.
Sono arrivati i comportamenti criminali e mafiosi come per esempio il grave danneggiamento della falda acquifera superficiale durante i lavori di scavo per la costruzione del nastro trasportatore (con conseguente desertificazione della zona di Cerano e il disseccamento dei pozzi delle aziende agricole), sono arrivate le condanne al processo del 2012 per le dispersioni di polveri di carbone su aree vastissime di terreni coltivati. Le implicazioni per traffico di rifiuti pericolosi, gli sversamenti selvaggi fino allo scandalo recente delle ceneri contaminate vendute ai cementifici.

 
Tutto questo NON E’ PIU’ ammissibile!
Lo schifo che hanno fatto può bastare.
Si chiuda la centrale della morte, si avviino le bonifiche e un valido progetto per il recupero e la rivalorizzazione del territorio.
Voltiamo insieme questa triste pagina con CORAGGIO!


M A N I F E S T A Z I O N E  A  C E R A N O
SABATO 28 Ottobre 2017             dalle ore 15

Venerdì 13 ottobre, invece,  presso la nostra sede in via Antonio Cuggiò, a Brindisi
si terrà la PRIMA ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA della MANIFESTAZIONE A CERANO.

Tutti i gruppi, i movimenti e i cittadini sono invitati a partecipare.
COSTRUIAMO INSIEME QUESTA MANIFESTAZIONE.

Nei giorni a seguire ci saranno delle serate musicali e delle proiezioni per continuare e vederci e organizzarci.
Vi aspettiamo!
 


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22 luglio 2017

SANT’APOLLINARE : TRA TONNELLATE DI CEMENTO CLASSIFICATE COME OPERA DI LIEVE ENTITA’ E ITER AUTORIZZATIVI FRETTOLOSI ED OSCURI.

Ieri a bordo di alcune imbarcazioni abbiamo deciso di raggiungere la spiaggia di Sant’Apollinare e il sito archeologico di Punta delle Terrare, ormai da mesi interdetti a qualsiasi accesso. Un’azione simbolica e di protesta insieme ai Vogatori Remuri e con l'adesione del Gruppo Archeo Brindisi, che ha voluto riaccendere i riflettori sullo scellerato progetto di cementificazione dell'Autorità Portuale, presentato prima nel 2005 e poi rivisto e ripresentato nel 2012.
Un progetto che a causa dei Piani urbanistici e portuali (vecchi di 50 anni) risulta essere riferito ad un'area "industriale" ma che nel documento preliminare al nuovo PUG viene indicata come area da recuperare, valorizzare e restituire alla città.


Se non abbiamo avuto tempo a sufficienza per bloccare i lavori già eseguiti, non possiamo permettere il compiersi di quest'ultimo scempio sul nostro territorio. L' inutile distruzione di quanto resta della storica spiaggia di S. Apollinare e di un'intera zona in cui potrebbero esserci reperti archeologici, visti i ritrovamenti degli anni 60 (Punta delle Terrare). Ed infatti proprio il vincolo archeologico e paesaggistico hanno imposto che si valutasse l'intero iter "in deroga" alle relative prescrizioni .
Molti sono i passaggi amministrativi quanto meno dubbi e frettolosi di questa immensa colata di cemento classificata come “opera di live entità”. 
Ma è opportuno ripercorrerli con ordine.

-La Regione Puglia (che sin dall'inizio chiedeva di cercare siti alternativi per questi accosti) in data 12/6/2012 risponde all'Autorita Portuale (che intanto sollecitava l'attestazione di compatibilità paesaggistica) comunicando che per proseguire l'iter necessita il parere obbligatorio del Comune interessato.
-L'autorità Portuale trasmette tale richiesta al Comune di Brindisi in data 15/6/2012.
Con incredibile celerità in data 18/6/2012 l'ufficio competente riceve specifica delega sindacale e , sentita la "Commissione Paesaggistica Locale" in data 19/6/2012 esprime "parere favorevole" atto che viene sollecitamente spedito alla Regione e p.c. all'Autorità Portuale in data 20/6/2012.

Stupiti dall'efficienza della nostra amministrazione, abbiamo cercato di leggere le osservazioni o i pareri espressi da questa cosiddetta "Commissione Paesaggistica Locale" (chi sono?) .
Non si leggono nomi se non quelli del "responsabile unico del procedimento" e de "l'istruttore tecnico", nella fattispecie un geometra.
Restiamo increduli davanti alla tabella in cui dovrebbero essere espresse le motivazioni. Tabella che risulta vuota, sbarrata.
Si legge soltanto che “la commissione prende atto dell'iter procedimentale sino ad oggi seguito e non ritiene di doversi esprimere in merito” . E ancora: "L'intervento è valutato principalmente secondo le direttive dettate dalla seguente normativa di riferimento " e tra le norme citate salta agli occhi "procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità".
Un’opera di migliaia di tonnellate di cemento che cambierebbe ancora una volta la morfologia del nostro porto, classificata come “intervento di lieve entità”.

 
Troppi dubbi e troppi punti oscuri avvolgono questo iter autorizzativo concluso cosi rapidamente, tra l'altro in un periodo in cui solo da pochi giorni si era insediata la giunta dell’ex sindaco Consales.
Valutazioni fatte da un ufficio tecnico sul destino di un pezzo di storia cittadina, di una porzione di porto, di una spiaggia con un'area archeologica importante. Tutto questo senza il coinvolgimento del consiglio comunale o dei cittadini . 


In questi ultimi anni abbiamo espresso la nostra contrarietà a questa ennesima violenza al nostro territorio attraverso iniziative di pulizia e cura della spiaggia, abbiamo riproposto alla città l'antica tradizione della "Mellonata d'agosto", abbiamo creato una mostra itinerante su dei grandi pannelli per spiegare ai cittadini cosa stesse accadendo, abbiamo proposto una bozza di progetto alternativo e lanciato una petizione on-line e una raccolta di firme per chiedere ai soggetti pubblici coinvolti di ritirare la propria autorizzazione e rinunciare al progetto.
Abbiamo incontrato tutti gli esponenti dei vari enti competenti: sindaco, assessori comunali, provinciali e regionali, i quali si sono detti tutti d'accordo con noi, e che si sarebbe cercata una soluzione alternativa alle esigenze dell'Autorità portuale. Perché quella zona va tutelata e valorizzata per le sue potenzialità occupazionali e turistiche. Ma tra cambi di amministrazioni, assessori e responsabili tutto è stato di volta in volta rinviato e ad oggi non vi è nessuna notizia concreta per avviare questo percorso. 

Noi continueremo a tenere alta l’attenzione su questo progetto e continueremo in tutti i modi ad ostacolarlo affinché si arrivi al suo accantonamento definitivo con il ripristinato dell’accesso all’area da parte dei cittadini.
Ci impegneremo affinché venga avviato un progetto di tutela e valorizzazione della zona, non possiamo permettere che la si soffochi nel cemento, né che resti chiusa dietro un muro o un cancello. 

Perché la nostra storia passa da lì e se si cancella la storia si cancella il futuro.

15 luglio 2017

COLPEVOLI DI DISASTRO AMBIENTALE

A quasi due settimane dalla sua presentazione, l’indagine epidemiologica sulla popolazione brindisina (Studio Forastiere), non sembra aver scosso più di tanto le coscienze dei personaggi politici che governano il nostro territorio. Al netto del saluto furtivo del Presidente Emiliano durante la giornata del 4 luglio (giorno della presentazione) in cui apparve, farneticò sulla de-carbonizzazione e scappò via per onorare gli altri impegni in agenda, non ci sembra ci sia stato altro degno di nota.
Eppure lo Studio Forastiere, per la sua importanza, lo si aspettava da anni. Il nesso causale tra le emissioni del polo petrolchimico ed energetico e il peggioramento dello stato di salute dei cittadini e dell'ambiente per noi era sempre stato un naturale principio di causa ed effetto. Ma senza uno studio di coorte non era facile dichiararlo apertamente. 


4 luglio 2017

RESA PUBBLICA FINALMENTE L'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SU BRINDISI E PROVINCIA

E' stato finalmente presentato oggi, dopo anni di attesa e di manifestazioni per chiederne la realizzazione, lo studio epidemiologico sulla popolazione di Brindisi e provincia, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ASL di Brindisi, ARPA Puglia ed ARES Puglia nel quadro delle attività del Centro Salute ed Ambiente Puglia.

I risultati di esso sono quelli che un po' tutti noi temevamo e denunciavamo da anni, e cioè una correlazione diretta tra le emissioni industriali e le patologie esistenti. Lo studio infatti dimostra come ad una esposizione delle polveri sottili e dell'anidride solforosa di origine industriale (prodotte dalla centrale Enel e dal Petrolchimico), corrisponda un aumento della mortalità per tumore, di patologie cardiovascolari e respiratorie e malformazioni congenite. Lo studio dimostra inoltre come all'aumento degli inquinanti vi era un aumento del doppio delle leucemie. 

I COMUNI INTERESSATI 

Lo studio di coorte analitico ha interessato l'area di Brindisi e precisamente i comuni di Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Mesagne, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni e Torchiarolo.
Ad ogni cittadino residente in questi comuni sono stati attribuiti gli indicatori della esposizione alle fonti di inquinamento presenti nell’area, stimati mediante modelli di dispersione in atmosfera. Sono stati considerati come inquinanti traccianti: Particolato (PM10) e Anidride Solforosa (SO2) per le centrali termoelettriche e i Composti Organici Volatili (COV) per il complesso petrolchimico. Per ciascun residente è stata dunque ricostruita l’esposizione analizzando le emissioni degli impianti industriali relative al periodo 1991 – 2014.

IL 1997 L'ANNO NERO 
L’esposizione stimata al 1997 (anno in cui le emissioni industriali sono risultate più alte nel periodo in studio) a PM10 ed SO2 da centrali termoelettriche è risultata associata ad aumenti del rischio della mortalità per tumori maligni, tumore del pancreas, tumore della vescica (uomini) e leucemia (uomini), eventi coronarici acuti e malattie dell’apparato respiratorio, in particolare broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO). L’esposizione alle emissioni dal petrolchimico (COV, al 1997) è risultata associata alla mortalità per eventi coronarici acuti e per malattie respiratorie.
Con l’esposizione tempo dipendente a SO2 (lag 0), invece di quella fissa stimata al 1997,
la relazione tra SO2 e mortalità per eventi coronarici si conferma. Tale associazione non si
apprezza più nel periodo più recente. 

NELLE AREE PIU' POVERE IL RISCHIO DI AMMALARSI E' MAGGIORE 

In questo studio, tutte le associazioni sono state stimate tenendo conto delle caratteristiche individuali, del livello socio-economico e dell’esposizione occupazionale dei residenti. Tuttavia, occorre osservare che le esposizioni agli inquinanti provenienti dagli impianti energetici e dal petrochimico sono moderatamente correlate tra di loro e quindi non è possibile attribuire gli effetti in maniera univoca ad un particolare impianto rispetto ad un altro.
L’analisi della mortalità per posizione socioeconomica dei residenti ha evidenziato un eccesso di rischio per malattie cardiorespiratorie tra i residenti in aree economicamente più svantaggiate (SEP basso e medio basso) rispetto ai residenti in aree con SEP elevato (al netto dell’effetto della concomitante esposizione ambientale ed occupazionale).



OPPURE VAI NELL'AREA DOWNLOAD 



LE FARNETICAZIONI DI EMILIANO 

Alla presentazione dello studio, avvenuta a Bari presso l'hotel Excelsior, è intervenuto anche il presidente della regione Michele Emiliano il quale ha voluto puntualizzare la sua posizione di netta contrarietà verso qualsiasi proposta di chiusura di questi impianti inquinanti, portando avanti la sua linea della de-carbonizzazione, che più che una strategia ha i contorni di una sterile propaganda. Sappiamo benissimo tutti, compreso lui stesso, che ambientalizzare il polo petrolchimico di Brindisi è impossibile come è impossibile la conversione a gas della centrale Enel Federico II. Nonostante cio' il Presidente continua imperterrito per questa linea di totale complicità con queste multinazionali della morte. 

Alla luce di questi risultati tanto aspettati quello che possiamo augurarci è che la Magistratura prenda quanto prima coscienza della validità di tutte le denunce e gli esposti consegnati in questi anni affinchè chi ha commesso reati inizi a pagare.   

Per quanto ci riguarda, il nostro lavoro di informazione e denuncia continua senza alcuna sosta.


8 giugno 2017

IL MOSTRO. VERSI DI RABBIA E D'AMORE. PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI VINCENZO DE MARCO

La fabbrica, le polveri, l’acciaio: squarci sul lavoro quotidiano all’Ilva, che si alternano a riflessioni sulla vita, a rasserenanti immagini di evasione. Il mondo rassicurante degli affetti, la Puglia e la sua bellezza incontaminata, vista da un operaio che, suo malgrado, contribuisce a inquinarla. Tutto questo anima le poesie di Vincenzo De Marco, poeta operaio e cantore di una contraddizione esistenziale tra lavoro e vita: due elementi normalmente in simbiosi, ma che nella Taranto dei veleni finiscono col trovarsi in una tragica dicotomia. 

Vincenzo De Marco (Grottaglie, 1976). Operaio e poeta. Con Les Flâneurs Edizioni ha partecipato all’antologia di racconti Macerie, il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate del Centro Italia.

DOMENICA 11 GIUGNO 2017 ore 18.30 

presso la sede NO AL CARBONE via Antonio Cuggiò, 1 BRINDISI

6 giugno 2017

ASPETTANDO IL VENTO DEL CAMBIAMENTO

Spesso cerchiamo soluzioni improbabili, il salvatore della patria, la giusta ricetta per questa città sofferente. Anni di imposizioni "strategiche" che hanno ridotto questo splendido lembo di terra ad una pattumiera.
Tutto ha fallito.
E poi la soluzione arriva quasi spontanea, un porto ferve, la città si riempe. Le foto non bastano a descrivere la bellezza che vuole uscire con forza.
La regata Brindisi-Corfù ricorda a questa città assopita che qualcuno ha voluto spazzare la nostra storia, le nostre tradizioni di gente di mare.
Migliaia di persone si riversano in strada, provenienti da ogni angolo d'Italia e si misurano, con occhi novelli, con la bellezza di questa città.
Noi pensiamo, alla luce di questo ennesimo successo, che un passo in dietro, uno sguardo rivolto alla nostra storia e alle nostre tradizioni, ma soprattutto alla bellezza di questa terra, sia l'unica via d'uscita a questa condanna a morte, che politici e amministratori hanno voluto affibbiare a questa città, quando oltre 60 anni fa hanno inventato una vocazione inesistente, quella "industriale".
Per questo motivo e per molti altri, sosterremo sempre eventi come la Brindisi-Corfù e auguriamo buon vento ai graditi ospiti, che dopo circa 33 anni sono parte integrante di questa città che non vuole e non può mollare.

23 maggio 2017

TORNA IL VELENI TOUR, IL VIAGGIO A TAPPE IN UNA DELLE ZONE PIU' INQUINATE D' ITALIA.

PRONTI? SI PARTE!
Torna il VELENI TOUR, il viaggio a tappe in una delle aree più inquinate d'Italia.

Stamattina sul torpedone NAC saliranno i ragazzi e le ragazze del LICEO DELLE SCIENZE UMANE E LICEO LINGUISTICO "E.PALUMBO" di Brindisi e insieme a loro andremo a visitare la zona industriale brindisina per vedere e capire fino in fondo quale sia la portata dello scempio messo in atto sulla nostra terra in nome di una mai mantenuta promessa di prosperità e benessere.

Lungo il percorso del tour che tocca la maggior parte degli insediamenti più inquinanti e a rischio di incidente rilevante, apparirà subito chiara l’assoluta impossibilità di impostare il futuro del territorio continuando con un modello di sviluppo figlio della seconda rivoluzione industriale.


Quindi tutti a bordo, si parte! #velenitour2017


22 maggio 2017

ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE BRINDISI PULITA - PROTESTA CIVICA

Anche il Comitato No al Carbone aderisce alla manifestazione di protesta promossa
dall’Associazione Salute Pubblica sulla situazione igienico-sanitaria in cui versa la città ormai da troppo tempo, prevista per il 24 maggio prossimo davanti alla sede del Comune di Brindisi in piazza Matteotti. Il degrado è sotto gli occhi di tutti, è evidente l’incapacità dell’Amministrazione comunale di gestire un problema quotidiano come quello della raccolta dei rifiuti, siamo in continua emergenza con gravi problemi di salute pubblica e uno stato di cose che genera anche danni di immagine alla città per i turisti che la visitano.
 
Inaccettabile inoltre l’invio delle cartelle TARI, una delle più alte d'Italia, con un servizio assolutamente inesistente.
Si auspica un intervento urgente e lo sviluppo di soluzioni alternative ai vecchi modelli di gestione rifiuti che guardino alle esperienze virtuose di paesi vicini, senza andare lontano, come quelle di Francavilla Fontana o il comune di Melpignano. Soluzioni innovative e sostenibili, adatte alle dimensioni del nostro territorio che portino vantaggi per le comunità in termini di vivibilità, salute e sviluppo di un’economia sana.
Ricordiamo, inoltre, che con delibera del 31/5/2013, il Consiglio Comunale di Brindisi dichiarava di "aderire ed implementare la strategia rifiuti zero individuando percorsi alternativi alla combustione dei rifiuti", ma che tale impegno ad oggi non è stato nemmeno avviato.

21 maggio 2017

IL PROGETTO DI RICONVERTIRE EDIPOWER IN UN MEGA IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO ANAEROBICO E' DAVVERO UN PROGETTO GREEN?



Incontro molto interessante e partecipato quello del 19 maggio scorso, nella sede del comitato No al Carbone in Via A. Cuggiò a Brindisi, organizzato per una prima analisi e confronto sulla proposta A2A di riconversione della vecchia centrale Brindisi Nord con una nuova produzione industriale, un impianto di compostaggio anaerobico da 70.000 tonn/anno insieme ad un impianto di solare termodinamico e pale eoliche. Sono infatti molti i dubbi che emergono dal progetto presentato per una centrale ormai inattiva dal 2013 e per la quale, come per ogni impianto che abbia esaurito il suo ciclo produttivo, si prevedeva la dismissione e la bonifica del luogo.

I relatori intervenuti: l’architetto Geni Mancarella già componente del gruppo progettazione PUG Brindisi, Roberto Paladini Presidente Cooperativa InnovAction, Angelo Consoli Presidente del CETRI-TIRES e Alessandro Cannavale ricercatore e blogger de Ilfattoquotidiano. Tutti gli interventi hanno arricchito i presenti per la condivisione di informazioni tecniche, prospettive e descrizione dettagliate di realtà già consolidate, a dimostrazione che uno sviluppo ed una gestione innovativa dei rifiuti, dell'energia e del territorio sono non solo possibili, ma necessarie per un armonioso rapporto tra vivibilità, economia sana, rispetto della salute e dell'ambiente ed notevoli opportunità occupazionali.

Geni Mancarella ha focalizzato l’attenzione sulla destinazione (l’ultima ascrivibile ad un atto ufficiale) dell’area portuale attualmente occupata dall’ex centrale Brindisi Nord. Per quest’area infatti, già nel 2011, era prevista dall’allora amministrazione comunale Mennitti, una diversa destinazione rispetto al vecchio PUG (datato 1975) che prevedesse attività di retroportualità, quelle collegate agli scambi commerciali e passeggeri sul porto. Il tutto finalizzato a ricucire il rapporto tra la città e il suo mare e rinnovare il patto che tra essi esiste, considerando anche la storia e l’economia da sempre legata al porto e che hanno reso importante Brindisi nei vari periodi storici.

Roberto Paladini ha esposto nei dettagli l’esperienza del compostaggio di comunità realizzato nel Comune di Melpignano. Un impianto innovativo ed ecosostenibile in quanto utilizza il sistema aerobico abbinato alla lombricoltura. Questa soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti organici ha prodotto vantaggi economici per l’amministrazione e per i cittadini. Un ottimo compost viene utilizzato per il verde pubblico e per gli stessi cittadini che conferiscono, ma può creare ulteriori vantaggi economici con la vendita del compost stesso. L’affidamento della gestione e della raccolta dell’umido ha generato inoltre posti di lavoro. Tutti elementi che portano benefici alla comunità locale.

Angelo Consoli ha descritto come la Terza Rivoluzione Industriale parta da concetti completamente differenti rispetto ai quali ci hanno finora abituato. Qualsiasi impianto di grosse dimensioni non è più attuale, come già ribadito a livello europeo dal 2007. Qui si continua invece a fare del rifiuto un business per pochi, approfittando delle situazioni di necessità di smaltimento delle singole amministrazioni, creando grossi impianti per profitti privati. Seguendo i principi dell’Economia circolare il “rifiuto” non è più un problema ma una risorsa, in quanto prima di divenire “rifiuto” ogni oggetto può essere riusato, poi riciclato e solo in ultima ipotesi trasformarsi in rifiuto. Gli esempi illustrati sono di Paesi in cui con le banche del riuso ogni cittadino può conferire un qualsiasi oggetto che può ritornare ad essere utile per altri. Ciò con gli ovvi vantaggi economici per la collettività, per la riduzione dei rifiuti e, anche in questo caso creando un sistema virtuoso che genera anche posti di lavoro.

Alessandro Cannavale ha illustrato le enormi potenzialità dell'energia distribuita, delle smart grid e delle nuove tecnologie per la produzione ed autoconsumo di energia, nonché di quelle relative al risparmio energetico come ad esempio i materiali cromogenici e smart windows per arrivare alle case “Zero Energy”. Tutto ciò è già fattibile con il know-how che possiede oggi la Puglia. Questo a conferma di quanto i mega impianti rappresentino già il passato, sia in termini di produzione, sia per le grandi dispersioni in rete.

Dopo gli interventi c'è stato un bel confronto con singoli cittadini, rappresentanti di associazioni ed alcuni consiglieri comunali e regionali.

Nonostante si tratti di un progetto descritto in poche pagine, intendiamo esprimere in sintesi le motivazioni per cui riteniamo che si debba respingere la proposta A2A:

11)    In una zona in cui studi scientifici inerenti le emissioni dei tre impianti termoelettrici in termini di PM10 evidenziano un eccesso di sostanze che provoca da 4 a 44 morti l’anno, come si può pensare ad un aumento così importante di traffico stradale per il trasporto della frazione organica da tutta la provincia ed oltre?

22)    La bozza di progetto introduce la possibilità di reimmettere in rete il biogas prodotto. Per poter essere immesso in rete il biogas deve subire trattamenti di desolforazione, deumidificazione, eliminazione dei composti organici volatili e delle polveri, rimozione dell'anidride carbonica. Questo processo avviene con l'ausilio di sostanze chimiche, produce rifiuti tossici che necessitano di discariche speciali e residui di acque derivanti dal trattamento che risulteranno anch'esse contaminate. Così come esiste la possibilità che lo stesso non sia accettato dal gestore della rete gas perché non adeguatamente puro. Inoltre parte di questo gas andrebbe a supportare con la sua combustione il solare termo-dinamico, quindi nuove emissioni in atmosfera a poche centinaia di metri dalla città.

33)    A2A parla di COMPOST prodotto di ottima qualità. Questo processo anaerobico non produce compost ma un DIGESTATO che è a tutti gli effetti un rifiuto. La digestione anaerobica produce percolato, codice CER 19.06.05, che in parte viene riciclato sulla massa in digestione aumentando così il contenuto di sodio, cloruri, ferro, metalli pesanti nel prodotto finale.

44)    In un'area ad alto rischio di incidente rilevante un impianto del genere rappresenta un ulteriore pericolo per la comunità. In Italia tra il 2013 e il 2014 si contano più di 10 incidenti nei soli digestori anaerobici, con esplosioni o sversamenti di digestato nelle aree circostanti, nei fiumi o nel mare.

55)    Infine, come abbiamo più volte ribadito, l'area in questione dovrebbe prima di tutto essere bonificata con la relativa dismissione di tutti i gruppi, e poi restituita alla sua naturale funzione, che è quella portuale. Una maniera questa per raggiungere tre obiettivi, ovvero un recupero ambientale, un armonico sviluppo portuale con il riutilizzo degli attracchi esistenti con funzioni commerciali che eviterebbe la cementificazione della spiaggia di Santa Apollinare e l'eliminazione di un forte impatto paesaggistico dovuto alla imponente presenza della vecchia centrale (oggi visibile da ogni angolo della città che guarda il mare).

Accanto a tutti questi dubbi ricordiamo come questi mega impianti siano ad alto tasso di capitali investiti e basso tasso occupazionale, oltre al grave impatto generato sul territorio. Tutto questo Brindisi non se lo può più permettere. Più volte abbiamo visto soluzioni calate dall'alto che hanno prodotto troppi danni a questo territorio. Più volte abbiamo visto vocazioni del nostro territorio violate da altri che non lo vivono, dal polo petrolchimico al polo energetico con il carbone e ora porto hub dei rifiuti. NO, è ora di voltare pagina.