2 aprile 2017

I SIGNORI DEL SI' AL GASDOTTO SI LEGGANO IL CODICE DI DIRITTO AMBIENTALE.

Fino a quando avremo politici che non riescono a capire che il futuro è in un cambio di paradigma ci ritroveremo sempre amministratori che parlano di cambio di approdo. Amministratori che non riescono a capire che la ragione primaria di un No al gasdotto è nella critica e nel rigetto di un vecchio modello industriale che ha totalmente fallito dal punto di vista economico ed occupazionale, un modello basato sui grandi impianti e sulle fonti fossili che ha creato gravi crisi dal punto di vista ambientale e sanitario, l’impoverimento culturale e l’aumento della criminalità.

9 marzo 2017

A TORCHIAROLO LA PRESENTAZIONE DEL I° CENSIMENTO SOCIO SANITARIO.

SABATO 11 MARZO  alle ore 18 presso la Sala consiliare "Valesio" del comune di Torchiarolo verrà presentato ufficialmente il I° CENSIMENTO SOCIO SANITARIO rivolto  a tutti gli over 60 residenti nel comune di Torchiarolo.
La presente iniziativa nasce come progetto promosso da Pubblica Assistenza Salento, con il patrocinio della Provincia di Brindisi e del Comune di Torchiarolo.
 
Nel corso della serata interverranno il Dott. Maurizio Portaluri - Salute Pubblica  (Primario di Radioterapia all’Ospedale ”Di Summa - Perrino” – Brindisi); il Dott. Luigi Scopece - Medico di famiglia e Direttore Sanitario di Pubblica Assistenza Salento; la  Dott.ssa Chiara Tondo - Sociologa.

Grazie al lavoro volontario di professionisti del settore e all'adesione all'iniziativa della comunità Torchiarolese sarà possibile produrre uno studio socio-sanitario che costituirà una fonte di riferimento essenziale per la programmazione di politiche sanitarie e assistenziali mirate a livello comunale. 
  
L’obiettivo è fornire agli Enti (Comunale - Provinciale - Regionale) uno studio statistico di 
analisi distributiva e comparativa sulla situazione socio-sanitaria dichiarata dalla popolazione
residente nel territorio comunale di Torchiarolo.
 
L'iniziativa rappresenta di per sé un formidabile esempio di autovalutazione collettiva e,  contemporaneamente, di campagna sanitaria per la prevenzione di malattie croniche.


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11 febbraio 2017

LA DECARBONIZZAZIONE SI FA CON LA DISMISSIONE

Il riesame dell'AIA per la centrale a carbone di Brindisi ha finalmente riportato al centro dell’attenzione l’irrisolto problema ambientale legato alla presenza di mega-impianti sul nostro territorio.
La sindaca, appena ritirate le sue dimissioni, ha annunciato la sua presenza alla Conferenza dei servizi presso il Ministero dell'Ambiente senza comunicare ai cittadini quale sarebbe stato il suo voto o le eventuali richieste. Pur riconoscendo la novità di un NO del Comune che finalmente giunge a Roma su decisioni legate al funzionamento di una centrale altamente impattante come quella di Cerano, appare assolutamente scorretta e ingiustificabile la mancanza di confronto sulla tematica in sede di Consiglio Comunale e ancor più con le rappresentanze dei cittadini che da anni lottano per la tutela dell'ambiente e della salute. 

2 febbraio 2017

PROCESSO ENEL : LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI CONDANNA

Enel Brindisi, motivazioni della sentenza di condanna: “Inerzia della società davanti a fatti di non comune gravità”

Nel provvedimento che dispone il risarcimento di 58 agricoltori che hanno subito l'inquinamento dei loro campi, il giudice ha sottolineato che i dirigenti dell'azienda erano pienamente consapevoli di danneggiare l’uva, i carciofi e le angurie coltivati vicino alla centrale di Cerano ma nonostante questo hanno continuato “deliberatamente” ad usare carbone senza prendere le necessarie precauzioni.

leggi l'articolo completo QUI

7 gennaio 2017

TAP-BRINDISI E IL FORMAT DELLA MERCIFICAZIONE.

Nei giorni che hanno preceduto l’Epifania sui social è comparsa una campagna pubblicitaria diffusa da TAP che in maniera faziosa e lisciando il pelo all’altrettanto fazioso, quanto fantomatico, “processo ideologico della decarbonizzazione” di Michele Emiliano, recitava: “Quest’anno niente carbone. Noi scegliamo il gas”. Con tanto di immagine di auguri raffigurante la Befana su una scopa volante.
Sorvoliamo sulla falsità di questo tipo di messaggio anche perché a smentirlo, immediatamente dopo la sua pubblicazione, sono stati i numerosi commenti degli stessi utenti Facebook: attivisti No Tap e semplici cittadini ormai non più disposti ad accettare qualsiasi propaganda sulla loro pelle. Becero marketing quindi, niente di particolarmente preoccupante, classica strategia di comunicazione messa in campo da chi ha enormi interessi in denaro affinché il gas arrivi sul nostro territorio, costi quel che costi, anche in termini di democrazia, libertà e vite umane.
Fatto grave dunque non è tanto un banner di propaganda diffuso in occasione della Befana bensì una lettera aperta, pubblicata nel giorno della vigilia, scritta dal cittadino di Brindisi, Prof. Francesco Magno e indirizzata al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
 

A preoccuparci non è tanto il firmatario della lettera ma piuttosto i suoi contenuti, quel ragionamento che ne viene fuori e che sublima in sé tutta la scelleratezza di quel pensare “politico” che legittima tutte le porcherie industriali con cui conviviamo.
Una nefanda strategia politica che si dimostra inizialmente dura nei confronti delle aziende che fanno affari sulla nostra pelle ma poi ritratta, si svende e mette in atto un pericoloso teorema per cui "ormai siamo una terra di servizi", non molto lontano dal concetto di Emiliano secondo cui “meglio l’approdo a Brindisi tanto è già strainquinata”.
Dunque “appare del tutto razionale ipotizzare”, si dice nella lettera, un approdo brindisino magari chiedendo qualcosa in cambio, un palazzetto dello sport, una trentina di posti lavoro a tempo determinato o addirittura e ancora più grave, la bonifica dei terreni intorno al nastro, come se quest’opera di bonifica fosse merce di scambio e non un naturale dovere per chi ha inquinato a pagare i danni.
 

Insomma, ancora una volta sta per ripetersi il format collaudato della mercificazione della nostra terra. O perlomeno lo si auspica in questa lettera.
E sembra di tornare indietro agli anni '80 quando ad uno ad uno, partiti politici e sindacati si arresero e di fatto diventarono complici dell'insediamento della centrale Enel di Cerano.
Fino a quando il “pensare politico” sarà misurabile in questi termini, fino a quando resteremo servili e succubi (e complici) di queste aziende e dei loro interessi senza capire qual è il giusto valore della nostra terra, saremo sempre un popolo in vendita.

12 dicembre 2016

ENEL-EDIPOWER-A2A SI GIOCA A RIMPIATTINO SULLA PELLE DELLE PERSONE.

A2A subentra a Edipower nella concessione demaniale per la centrale



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Edipower cede la concessione demaniale marittima ad A2A riguardante i 3,7 ettari tra banchina e specchi acquei, su cui insiste la centrale a carbone Brindisi Nord. 
E lo fa in una seduta del Comitato portuale convocato in tutta fretta, con un numero di partecipanti insufficienti fino all'ultimo momento (6 su 21) e grazie alla ricerca disperata di un settimo membro che possa rendere valida la seduta. Insomma, tanta urgenza di arrivare alla votazione e alla consegna, ancora una volta, di un pezzo del nostro porto ad una azienda del nord pronta a fare affari sulla nostra pelle.
Se questa cessione comprenda anche l'obbligo di ripristino dei luoghi e la bonifica non è dato saperlo. Noi cittadini che viviamo a poche centinaia di metri da quel rottame fermo ormai da tre anni ma che continua ad essere un'ingombrante e minacciosa presenza nello splendido paesaggio del nostro porto, non siamo considerati che spettatori. Sono affari loro. E a che tipo di affari possa essere interessata A2A non è difficile immaginarlo. Il business dell'incenerimento dei rifiuti.
Perchè già una volta ci hanno provato proponendo la co-combustione carbone/ecoergite (elegante termine coniato per definire un derivato dai rifiuti ). Ce lo ricordiamo bene quel giorno: fidati uomini della Direzione in giacca e cravatta presentarono la loro formula magica. Come le collanine senza valore offerte dai colonizzatori agli indigeni per carpirne la loro fiducia e impossessarsi delle loro ricchezze e della loro terra. Quel progetto fu bocciato ma evidentemente si spera in qualche altra carta da giocare. Si passano l'un l'altro la concessione dell'uso di una parte del nostro porto. Ancora una volta non è dato sapere quali sono le loro intenzioni e quanto ancora dovremo aspettare per vedere smantellata quella vecchia centrale che tanti danni ha fatto a questa città. È un film già visto. Enel che si era impegnata a chiuderla entro il 2004 già con le convenzioni del 1996 in cambio dell'autorizzazione all'avvio della nuova centrale di Cerano ma pensò bene di vendere a Edipower svincolandosi in tal modo dall'impegno preso e così Brindisi Nord continuò ad avvelenarci funzionando fino a tre anni fa. Ora che il ciclo produttivo è ormai esaurito e la centrale chiusa e decadente bisognerebbe solo concordare tempi e modi per smantellare tutto e bonificare l'intera area. Invece si continua a giocare a rimpiattino. Si rinnovano concessioni a scatola chiusa e si mette ancora il nostro porto nelle mani di chi cerca solo il suo profitto. Ci chiediamo come mai a differenza della concessione Grimaldi nessun giornale abbia parlato preventivamente di questa seduta del Comitato portuale, come è possibile che sette persone possano continuare a tenere sotto scacco una città. Come mai nessun politico ha informato la cittadinanza dell'oggetto di questa riunione. Come mai ancora oggi nessuno ritiene opportuno chiedere conto a Edipower e A2A e imporre un reale impegno per la dismissione e bonifica, modalità e tempi certi per la loro realizzazione.