26 luglio 2016

IL GIGANTE, LO SPETTACOLO TEATRALE DI ANDREA MARTINA, RITORNA A BRINDISI.

Domenica 31 luglio 2016 alle ore 21.00, presso Parco Maniglio nel quartiere Bozzano a Brindisi, riproponiamo lo spettacolo teatrale “IL GIGANTE” scritto e interpretato da Andrea Martina, regia di Lucia Fiorante, musica ed effetti sonori a cura di Davide Greco e Giuseppe Fiorante.
Con questo appuntamento prende avvio "Artisti con i No al Carbone", una serie di eventi organizzati con chi vuole sostenere battaglie civili e sociali offrendo la propria arte. Perché riteniamo l'arte efficace veicolo attraverso cui viaggiano e si radicano concetti. 

Cosa voleva dire avere vent’anni nella Brindisi degli anni ’80? Che stava succedendo intorno alla città? “Il Gigante” è la storia di tre amici che vivono la costruzione della Centrale Termoelettrica a Cerano sulla loro pelle. Il giornalista in cerca di notizie, il contadino costretto a svendere le proprie terre e andare via, il figlio del sindacalista che si rifiuta di lavorare nel petrolchimico e decide di emigrare al Nord. Tutti e tre uniti da un’amicizia che parte dalle fughe in bicicletta ed è messa a dura prova dalle prime responsabilità. Una storia fatta di scelte, fabbriche e Sud.

Uno spettacolo che racconta vicende passate che hanno inciso pesantemente sul contesto attuale e condizioneranno ancora per molto il nostro futuro. Vecchie storie che riviviamo oggi nei volti degli uomini e delle donne che si battono per contrastare scelte basate su logiche industriali che hanno distrutto la bellezza di una terra segnando il declino del comparto agricolo brindisino.
Lo spettacolo “Il Gigante” è un tributo che Andrea Martina offre alla sua terra e un modo per smascherare l'inganno, insieme a noi, di questa dannata “vocazione” industriale, in cui non abbiamo mai creduto.

27 giugno 2016

IL DITO, LA LUNA, IL POZZO.



La possibile concessione ventennale delle rampe traghetto alla Compagnia Grimaldi è presentata come un’imperdibile occasione di sviluppo per il Porto e la Città.  In verità, il dito con cui ci indicano questa opportunità è contorto e pieno di nodi.  Infatti lascia tutti un po’ perplessi la fretta con cui il Comitato Portuale viene chiamato a esprimersi sulla questione.  Pur essendo parte dello stesso Comitato, sindaco e giunta non sono ancora operativi.  La stessa Autorità Portuale è retta da un commissario e si è in attesa di una riforma.  Nessuno ha ancora diradato i dubbi sulla conformità di una simile concessione alla legge nazionale ed europea.  Nel rilascio delle concessioni, la  legge n. 84/94 obbliga le autorità competenti a “riservare nell'ambito portuale spazi operativi allo svolgimento delle operazioni portuali da parte di altre imprese non concessionarie”.  Anche su altre problematiche, il rischio di azioni legali da parte di impese armatrici danneggiate è più che concreto.  Sicuramente tutto ciò genera sospetto.  Appare una forzatura per orientare la scelta verso una direzione favorevole alle richieste di Grimaldi. 

17 giugno 2016

A CHI FA PAURA L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA?

Nella mattinata del 13 giugno 2016, durante l’udienza del processo contro ENEL avviato nel 2012 in cui siamo parte civile insieme ad altre associazioni, il pm della procura di Brindisi Giuseppe De Nozza ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per 13 dei 15 imputati per la dispersione di polvere di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della centrale di Cerano. Non ci sono dubbi quindi (e per noi non ci sono mai stati) che la polvere nera che ha contaminato i campi coltivati, come denunciato dagli agricoltori, fosse polvere di carbone. Campi coltivati con prodotti che negli anni sono entrati nella catena alimentare.

6 giugno 2016

REGATA BRINDISI-CORFU' LIBERA DA DIRTY SPONSORS.

La 31° Regata Internazionale Brindisi-Corfù quest’anno è tornata libera da dirty sponsor. Ogni anno abbiamo salutato i velisti arrivati in occasione di un evento che restituisce dignità al nostro porto e alla nostra città, ma nel 2015 siamo stati costretti a contestare (vedi qui) la presenza di ENEL e TAP tra i main sponsor.
Avevamo ritenuto inaccettabile che l’unico evento brindisino rimasto ancora “pulito” e rappresentato da uno sport pulito, venisse sostenuto da multinazionali che nel perseguimento di interessi privati legati unicamente al profitto provocano danni ai territori e alle comunità. Concedere a queste aziende di fare la propria propaganda attraverso una regata come la Brindisi-Corfù è stata un’offesa per gli ospiti e per tutti i cittadini.

Quotidianamente ENEL tenta di comprare il silenzio di cittadini e istituzioni con elargizioni in denaro concesse nello sport, cultura, scuola, sanità, spettacolo, università, parrocchie, volontariato, mentre noi siamo convinti che un evento possa fare a meno di un dirty sponsor. Ma soprattutto non ci lasciamo ingannare dalla pratica del greenwashing utilizzata per tentare di ripulire la sua immagine.

Vogliamo considerare l’edizione del 2015 - l’unica a “sporcarsi” - come una svista, e noi speriamo che rimanga l’unico e l’ultimo caso. Il Circolo della Vela ha sempre dimostrato che è possibile fare a meno dei dirty sponsor, e ci auguriamo che sia un esempio per altri promotori di eventi. 


Non si deve dimenticare la situazione ambientale che viviamo a causa di un modello industriale fallimentare, viste le conseguenze che ha generato sul piano sanitario, economico e sociale e che paghiamo ogni giorno.

Una soddisfazione oggi per noi tornare a vedere vele pulite in un lungomare finalmente vivo. Il vento è la rivoluzione.

Buon vento



COMUNICATO STAMPA NO AL CARBONE-NO TAP


30 maggio 2016

DIECI BUONI MOTIVI PER NON VOTARE ENEL

Come dichiara il nostro Governatore, (guarda il video) in ogni territorio le grandi aziende finanziano la campagna elettorale. A noi già questo fa inorridire.

Se poi in campagna elettorale ci si ritrova tra i candidati sindaci il Presidente dell’ENEL Basket, è palese quale possa essere la provenienza del finanziamento, come palese è un conflitto di interessi. Uomo Enel dice ‪#‎laformulagiusta‬ NOI diciamo ‪#‎lasoluzionesbagliata‬.
Se pur liberi e non schierati, siamo comunque elettori, e abbiamo una nostra idea sulle cose che abbiamo cercato di riassumere in 10 motivi per cui non voteremo ENEL.

LEGALITA’: ENEL è sotto processo dal 2012 presso il Tribunale di Brindisi con l'accusa di dispersione incontrollata di polvere di carbone e danneggiamento di terreni agricoli.

EFFICIENZA: La centrale a carbone di Cerano è al primo posto in Italia nella classifica degli impianti più inquinanti. 70 milioni di tonnellate di carbone sono state movimentate a Brindisi negli ultimi 10 anni con emissioni superiori a 90 milioni di tonnellate di CO2.

AMBIENTE: con le tonnellate di sostanze tossiche emesse in atmosfera la centrale ha prodotto un danno sanitario stimato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente tra i 536 e i 707 milioni di euro per la produzione del 2009. Per la stessa produzione si stima un ricavo ENEL pari a circa 600 milioni di euro.

SALUTE: le emissioni di anidride solforosa sono la causa dell’aumento di neonati con malformazioni congenite. Uno studio del CNR ha messo in evidenza il nesso tra inquinanti atmosferici e anomalie congenite neonatali, in particolar modo a carico del cuore. A Brindisi il numero di anomalie congenite neonatali è superiore alla media europea.

LAVORO: la presenza dell’industria energetica, insieme alla localizzazione di una centrale a carbone in una zona fertile, ha irreparabilmente danneggiato l’agricoltura e causato il mancato sviluppo del turismo e di altre attività strettamente collegate ad esso, o di altre attività industriali come quella manifatturiera. Oggi il tasso di disoccupazione è altissimo, a Brindisi sono oltre 20.000 i senza lavoro.

DIRITTI: con la costruzione del nastro trasportatore è stata danneggiata la falda togliendo ai cittadini residenti nella Contrada di Cerano il diritto al bene primario dell’acqua.
 
SOLDI: non ci lasciamo ingannare dal greenwashing con il quale ENEL tenta di ripulire la sua immagine con elargizioni in denaro a sport, cultura, scuola, sanità, spettacolo, università, parrocchie, volontariato, ecc. Per zittire le critiche alla sua dannosa presenza sul territorio, negli anni 2013-2014 ENEL ha sostenuto solo a Brindisi una spesa totale pari a quasi 5 milioni di euro.

TERRITORIO: oltre 400 mila tonnellate di rifiuti pericolosi, spacciati per innocui, provenienti dalla centrale a carbone, sono stati sepolti illecitamente nei terreni agricoli del brindisino e in quelli calabresi. Oltre 400 mila tonnellate di rifiuti pericolosi che se fossero stati smaltiti in discariche autorizzate avrebbero comportato per ENEL un costo di oltre 60 milioni di euro. Questo vuol dire creare danni al territorio.

PORTO: oggi la movimentazione del nostro porto è ridotta al trasporto e stoccaggio di materie prime ad uso principale di produzione energetica. Questo ha compromesso l'equilibrio ambientale e impedito lo sviluppo di altre attività.

TURISMO: la presenza di grandi impianti industriali, e in particolare di una centrale a carbone lungo la costa sud, ha trasformato la vocazione del nostro territorio e impedito ogni sviluppo turistico.

Questo è sotto gli occhi di tutti, e a noi non piace per niente.